Comperare merce contraffatta non è reato

Il fatto che non sia (più) reato comperare della merce contraffatta, non significa che ciò sia lecito.

            L’acquisto di merce “taroccate”costituisce illecito amministrativo a norma del decreto legge 14 marzo 2005, n.35, convertito in legge 14 maggio 2005, n.80, con la successiva modifica apportata dalla legge 23 luglio 2009, n.99 (riportiamo parte dell’articolo 17 : “E’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro fino a 7.000 euro l’acquirente finale che acquista a qualsiasi titolo cose che, per la loro qualita’ o per la condizione di chi le offre o per l’entita’ del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprieta’ industriale. In ogni caso si procede alla confisca amministrativa delle cose di cui al presente comma.”).

            Come si nota la sanzione per l’acquirente finale non è certo lieve, ma si tratta – appunto – di una sanzione amministrativa che consiste quindi in una somma da pagare.

            La buona notizia (se così si vuol dire) è data dal fatto che detto acquisto non costituisce (più) reato di ricettazione o di incauto acquisto (rispettivamente puniti dagli articolo 648 e 712 del Codice Penale).

            In tal senso si sono pronunziate le Sezioni Unite Penali della Suprema Corte di Cassazione con la Sentenza n.22225 del 08 giugno 2012, che ha correttamente ritenuto applicabile la normativa del D.L. 2005/80 – come modificato con legge 2009/99 – e non le disposizioni penali, in quanto norma speciale rispetto alla più generale normativa penalistica, e quindi applicabile come prescritto dall’articolo 9 della Legge 689/1981.

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