Il proscioglimento per prescrizione

Questa news prende spunto dal processo Berlusconi – Mills, nel quale sabato 25 febbraio l’ex premier è stato prosciolto per intervenuta prescrizione.

I commentatori interpretano il dato in modo diverso a seconda dell’indole e dell’orientamento politico.

Ognuno ha le proprie idee ed opinioni : anch’io, anche i Magistrati, tutti.

E’ difficile scindere le opinioni dai dati, ma ci proviamo.

La prescrizione è un istituto di diritto penale sostanziale (art. 157 e seguenti del Codice Penale) secondo cui il decorso del tempo fa estinguere il reato.

In via generalissima si può dire che il termine (massimo) di prescrizione è pari al massimo della pena edittale (non per ogni reato, ad esempio per l’omicidio non esiste prescrizione).

L’istituto risponde ad una altrettanto generalissima esigenza di certezze del diritto e della pena : decorso un certo periodo di tempo, lo Stato non ha più interesse a punire.

All’esito del processo, l’imputato può venire prosciolto per intervenuta prescrizione.

Allo stesso modo, ad esempio, il Giudice pronunzia non doversi procedere per mancanza di una condizione di procedibilità per i reati procedibili a querela di parte quanto essa non è stata proposta per nulla o non è stata proposta in termini.

Il non doversi procedere per prescrizione è quindi sentenza tecnica, non di merito.

La assoluzione perché il fatto non sussiste, perché l’imputato non lo ha commesso o per una delle altre cause indicate dall’articolo 530 del Codice di Procedura Penale, attiene al merito ed è un’altra cosa.

E’ per questo che l’imputato può, se vuole, rinunziare al suo diritto alla prescrizione.

E’ vero che l’articolo 129 del Codice di Procedura Penale, sancisce che anche quando ricorra una causa di estinzione del reato, ma dagli atti risulta evidente che, ad esempio, il fatto non sussiste, il giudice dichiara sentenza di assoluzione (nel merito, come si diceva prima).

Ma è difficilmente condivisibile il pensiero di chi ritenesse che il proscioglimento per prescrizione di fatto possa equivalere ad una sentenza in cui il Giudice, non potendo assolvere, implicitamente condanna, ma senza comminare una pena perché non può farlo stante la prescrizione.

Ricordiamo che vige il principio della presunzione di innocenza.

La prescrizione non è solo un tecnicismo processuale, ma un istituto sostanziale che determina la estinzione del reato, voluta dal legislatore.

Il Giudice di per sé non è tenuto ad entrare nel merito, ma prende atto del decorso del termine per prescrivere; è come se dicesse all’imputato che lo Stato non ha più interesse a punirlo, ma neppure a giudicarlo.

No tags.
  • Trackbacks
  • Comments
  • Comments are disabled.
  • Trackbacks are disabled.