Stalking: non serve un certificato medico sullo stato di ansia o di paura

Non è questa la sede per dilungarsi sul reato del cosiddetto stalking, introdotto nel nostro ordinamento giuridico con Legge 23.04.2009 n.38, articolo 612 bis del codice penale.

Ne ricordiamo solo il comma primo : salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato d’ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

Con Sentenza n.40105 del 07 novembre 2011, la Corte di Cassazione ha stabilito che, di per sé, non è necessario avere una certificazione medica attestante lo stato d’ansia, di stress o di paura, affinché sia applicabile la misura cautelare personale disciplinata dall’articolo 282 ter codice di procedura penale (divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa).

Per i Giudici del Supremo Collegio è sufficiente il pericolo di danno, da verificarsi in concreto valutando le circostanze del caso, per potersi applicare la detta misura, che dovrebbe per l’appunto essere approntata prima che lo stato d’ansia esploda in una malattia certificabile dal sanitario (essendosi in tal caso già verificato il danno).

Nello specifico caso in esame, gli Ermellini avevano valutato bastevoli le numerose telefonate ricevute dalla vittima.

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