La Cassazione ha accolto un nostro ricorso in tema di sequestro penale

La Cassazione ha deciso su di un caso seguito anche da noi

Anche il proprietario di un bene (potenzialmente) culturale ha diritto di opporsi al sequestro e di chiederne la restituzione

Il caso è seguito anche da questo Studio.

L’ avvocato Stefano Ferraro, in coordinamento con altri Colleghi del Foro di Venezia, del Foro di Firenze e del Foro di Roma, ne sta curando gli aspetti più prettamente processual – penalistici.

La vicenda che ha dato vita alla Sentenza della Corte Suprema di Cassazione, Seconda Sezione Penale, n.37692/2011 del 15.07.2011 è intricata e complessa e, mentre scriviamo, non si è ancora conclusa.

Per ovvie ragioni di riservatezza, dobbiamo astenerci dal fornire ulteriori dati.

Possiamo solo dire che nel 2005 Tizio acquista – in assoluta e completa buona fede – presso una casa d’aste un trittico duecentesco di scuola giottesca.

Il dipinto viene sequestrato una prima volta in sede di procedimento penale nei confronti di un altro soggetto indagato per appropriazione indebita (art. 646 c.p.) anche in relazione alla violazione della normativa sulla tutela dei beni culturali di proprietà dello Stato o della Chiesa (d.lgs. 42/2004).

Contro detto decreto di sequestro, viene interposta impugnazione con lo strumento del riesame. Il Tribunale del Riesame (con Ordinanza del 12-16.02.2010) ha accolto il nostro ricorso ed ha ordinato la restituzione del trittico a Tizio che, civilisticamente, ne risulta legittimo proprietario.

Pochi mesi dopo, il Giudice per le Indagini Preliminari, su istanza del Pubblico Ministero, disponeva un (nuovo) vincolo sul bene, segnatamente sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p..

E successivamente – senza che nulla fosse comunicato o notificato a Tizio – il dipinto veniva dissequestrato e restituito a quello che secondo gli inquirenti ne è considerato il proprietario.

Saputo ciò, Tizio – col patrocinio anche dell’avvocato Stefano Bruno Ferraro – propugna appello ex art. 322 bis c.p.p. che viene però respinto.

A questo punto Tizio, propone ricorso per Cassazione, rimarcando la bontà delle proprie tesi difensive assunte in primo grado.

Il Supremo Collegio, accoglie il ricorso, annullando la sentenza del Tribunale del Riesame, evidenziando due aspetti.

Li sintetizziamo.

  • Uno : Tizio ha interesse ad impugnare il provvedimento di dissequestro, peraltro mai notificatogli, in quanto formalmente ancora proprietario del bene che, invece, è stato reso ad altro soggetto.
  • Due : il termine di dieci giorni per promuovere l’impugnazione, decorre o dal momento dell’esecuzione del provvedimento o da quello della sua effettiva conoscenza.

Del caso ne ha parlato la stampa locale ed anche nazionale, Il Sole 24 Ore (vedi in la sentenza del giorno, 19.10.2011, in diritto.ilSole24ore.com)

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